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LA SCIENZA SECONDO FEDE: I DUGONGHI E I LAMANTINI episodio 2

martedì, 15 settembre, 2009
inserito da fedeforgi

In questa nuova  puntata della mia rubrica, vi voglio parlare dei dugonghi e dei lamantini:

I dugonghi e i lamantini sono i rappresetanti della classe dei sirenidi.

Sono chiamati “mucche di mare” perchè mangiano molte alghe e altri vegetali fluviali.

Il primo ad incontrarli fu Colombo , durante la traversata per l’ America. Li definì “sireni” dal loro aspetto da sirena .

Sono lunghi 2-3 metri, vivono in baie ,golfi , fiumi e  in mare. Sono di colorazione marrone(lamantini) e bianchi (dugonghi).

Per distinguerli bisogna guardare la coda: se è rotonda- ovale , è un lamantino mentre se è come quella di un delfino, è un dugongo.

Sono in via d’ estinzione per via della caccia e dell’ inquinamento delle acque.

Nella prossima puntata vi parlerò dei biscir.

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LA SCIENZA SECONDO FEDE: IL MESOPLODONTE DI LAYARD episodio 1

mercoledì, 9 settembre, 2009
inserito da fedeforgi

Per iniziare questa nuova rubrica vi voglio parlare dell’ animale più strano della terra : il mesoplodonte di Layard, che è anche il mio animale preferito !

Il mesoplodonte di Layard costituisce un mistero tra i cetacei: esso ha due denti sporgenti che escono dalla mascella inferiore e avvolgono l’ intera bocca ; è quindi un mistero come riesca a mangiare.  Si pensa avviluppi la preda , ovvero i calamari, e la mandi giù intera. Anche se difficoltoso, i mesoplodonti di Layard riescono a vivere.

Esso vive nelle acque temperato - fredde dell’ emisfero australe come le coste del Cile e Argentina.  Lungo fino a 6 metri , è il secondo più grande tra i mesoplodonti.

Uno studioso dello Smithsonian ha stimato che esistano nuove specie non scoperte, dopo vari avvistamenti di mesoplodonti non rientranti nello standard

Mi auguro che possa esservi utile questa guida alla scoperta degli animali più strani  e bizzarri della terra.  Mi auguro che vi siano molti lettori e appasionati di animali e di esseri viventi.

Il prossimo episodio narrerà dei dugonghi e dei lamantini

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IL PICCOLO WASPY

martedì, 10 marzo, 2009
inserito da fedeforgi

Ero al mare e trovai vicino ad una boa, un piccolo insettino verde, dalle ali traslucide e ruvide. Lo raccolsi e lo sistemai su di una  boa; il tempo che servì per asciugarlo ed i miei genitori mi chiamarono per uscire. Allora lo presi e lo misi sull’ ombrellone. Allora lo presi e lo portai sul tettuccio della macchina di mio padre e li lo lasciai per tutto il tragitto per  casa. Arrivati a casa guardai sul tetuccio, ma Waspy (così lo avavo battezzato) non c’ era più. Evidentemente era volato via nel percorso. Ricorderò di quel piccolo esserino il coraggio di stare sulla boa senza annegare e di volare via mentre la macchina percorreva la strada per casa. Mi manca molto!!!!!!

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Un animale misterioso

venerdì, 20 febbraio, 2009
inserito da fedeforgi

Chiedo a chiunque legga questo articolo se riesce a riconoscere l’ animale che qui sotto descrivo:

tipo : verme acquatico, apparentemente anellide

colore : bianco con la testa nera

movimento : simile a un bruco terrestre

lunghezza :5 mm, 1 cm

habitat : acqua dolce

cibo : detriti vegetali

movimento: si piega prima da una parte e poi dall’ altra

Chiedo a chi potrebbe saperlo di scrivere un commento, che arriverà automaticamente nella mia casella di posta elettronica. Rigrazio chi  ha tentato e chi tenterà.

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protozoi,i più piccoli esseri viventi

lunedì, 16 febbraio, 2009
inserito da fedeforgi

I protozoi sono organismi unicellulari eucarioti, autotrofi o eterotrofi, a volte, come nel caso di Euglena Viridis, l’individuo è eterotrofo facoltativo, se posto in ambiente non luminoso. Sono provvisti di tutti gli organuli cellulari, a volte di vacuoli pulsanti (1 o 2), e di organi fotosensibili. Si muovono tramite flagelli, ciglia o pseudopodi (amebe). Si conoscono oltre 35000 specie di protozoi. Essi mancano di attributi tipici dei metazoi , quali la costruzione cellulare stratificata.I protozoi popolano attualmente in numero sterminato i mari, acque salmastre e dolci, i terreni umidi. Attecchiscono e si diffondono rapidamente ovunque, specialmente su materiali in decomposizione, sono sovente parassiti (infettivi) di altri organismi vegetali e animali, conducono spesso vita in simbiosi. In mare costituiscono buona parte del plancton e del benthos. Per quanto siano sovente dotati di movimenti autonomi, i loro spostamenti avvengono sostanzialmente per diffusione. Taluni bentonici presentano a volte modi di vita gregario o coloniale. La riproduzione è varia e complessa. Accanto a protozoi che si moltiplicano asessualmente, per divisione semplice o multipla o per gemmazione, ve ne sono altri che si riproducono per via sessuata (copulazione, coniugazione); altri ancora presentano alternanze di generazioni sessuate e asessuate che spesso differiscono morfologicamente tra loro.In origine i protozoi sono stati considerati un sottoregno degli animali, essendo l’altro i protozoi. Questa classificazione, proposta per la prima volta da Goldfuss nel 1818 divideva i protozoi in quattro classi: Flagellata, Ciliata,Sarcodina e Radiolara, in riferimento a microorganismi capaci di muoversi. Più recentemente Cavalier-Smith, nel 1993  ha proposto di creare un regno dei protozoi che comprendesse gli organismi eucariotici distinti da quelli che non hanno mitocondri (archeozoi) e che non hanno i caratteri derivati comuni ad animali,funghi, piante e cromisti. Cavalier-Smith divide questo regno in due sottoregni, Adictyozoa (nel quale pone i percolozoi) e Dictyozoa, ulteriormente diviso in due parti (chiamati “rami”): Parabasalia e Bikonta. Quest’ultima categoria è ulteriormente divisa in due infraregni, Euglenozoa e Neozoa, quest’ultimo a sua volta diviso in sette parvoregni: Ciliomyxa (phyla Opalozoa, Mycetozoa e Choanozoa), Alveolata (phyla (Dinozoa, Apicomplexa di cui fa parte il patogeno cryptosporidium e Ciliphora), Actinopoda (phyla Radiozoa e Heliozoa), Neosarcodina (phyla Rhizopoda e Reticulosa), Entamoebia, Myxozoa (phyla Myxosporidia, Haplosporidia e Paramyxea) e Mesozoa. Ulteriori studi filogenetici hanno però rivoluzionato nuovamente questo sistema di classificazioni considerando i protozoi come un gruppo polifiletico e quindi pressoché privo di valore tassonomico.

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