logo del blog Sulle ali dell'arcobaleno: parole e idee in libertà

photoquiz - quarta puntata

lunedì, 25 dicembre, 2006
inserito da Amministratore

Cominciamo con la cosa più importante di oggi: Buon Natale.

Concentratevi su queste immagini.

immagine misteriosa - foto dell'amministratore

immagine misteriosa - foto dell'amministratore

Per partecipare al gioco, oggi dovete identificare solo questo unico fiore.

Ma non è finita: la parte più difficile viene ora!
Avete una settimana di vacanza per scoprire perchè proprio oggi metto in evidenza questo fiore.
Vi aiuta il legame con la seguente opera d’arte (questa è solo la parte centrale).

immagine misteriosa - foto d'archivio

Le risposte da fornire sono le seguenti

  1. nome scientifico del fiore
  2. almeno tre nomi volgari
  3. famiglia
  4. periodo di fioritura
  5. origine e spiegazione della prima parola che forma il nome scientifico
  6. principali sostanze che la rendono pianta officinale
  7. effetti delle suddette sostanze
  8. nome e autore dell’opera rappresentata
  9. con quale significato compare il nostro fiore in questa tavola
  10. a quale antica divinità era consacrato il fiore

Buona ’sudata’.

categoria: photoquiz
• • • • •

15 commenti »

  1. 8- Trittico Portinari, Hugo Van der Goes 1475

    Niccolò Re 1C

    Comment di Niccolò — 25 dicembre 2006 @ 18:56
  2. 1- Aquilegia atrata Koch
    2- Aquilegia scura, Aquilegia nerastra, Amor nascosto
    3- Ranunculaceae
    4- da maggio a luglio
    5- Il nome del genere sembrerebbe derivare per alcuni dal termine latino aquilegium (cisterna) o aquam legere (raccogliere acqua) per la particolarità delle foglie di questa pianta di raccogliere l’acqua piovana. Per altri invece, il termine allude alla forma degli speroni del fiore somiglianti ai rostri dell’aquila, interpretando il nome aquilegia come aquilina.
    Il nome specifico fa riferimento al colore oscuro dei petali.
    6- glucosidi cardioattivi che liberano acido cianidrico ed alcaloidi (aquilegina)
    7- Ha proprietà antisettiche, calmanti, astringenti e detergenti, depurative, diuretiche,diaforetiche e parassiticide. E’ stata usata per combattere la scabbia e la tigna, per favorire con i suoi semi, la secrezione urinaria, la tintura alcolica era utilizzata contro le cefalee, le crisi da dispnea e da dismenorrea. Con le sue foglie si preparavano cataplasmi per combattere foruncoli, ulcere, piaghe e scorbuto.
    8- Trittico Portinari 1475, Hugo van der Goes
    9- Purezza
    10-

    Re Niccolò 1C

    Comment di Niccolò — 25 dicembre 2006 @ 19:59
  3. 1) Aquilegia vulgaris - Aquilegia atrata Koch( una varietà della vulgaris)
    2)Chiamata anche amore perfetto o amor nascosto, Aquilegia scura, Aquilegia nerastra, aquilina, aquilantina,colombina, campanella, scarpetta, guanto di pastorella, cornetta.
    3) famiglia:Ranunculaceae
    4 )periodo di fioritura:da maggio a luglio
    5) raccolgono sulle foglie l’acqua, per cui il nome deriverebbe dal latino aquam legere , raccogliere acqua. aquilegium (recipiente per l’acqua)
    Un’altra versione coglie, invece, la similitudine fra gli speroni del fiore e i rostri di un’aquila, e interpreta il nome Aquilegia come aquilina
    6) L’aquilegia è una pianta velenosa per il suo contenuto di glucosidi cardioattivi che liberano acido cianidrico ed alcaloidi (aquilegina).
    7) Ha proprietà antisettiche, calmanti, astringenti e detergenti, depurative, diuretiche,diaforetiche e parassiticide. E’ stata usata per combattere la scabbia e la tigna, per favorire con i suoi semi, la secrezione urinaria, la tintura alcolica era utilizzata contro le cefalee, le crisi da dispnea e da dismenorrea. Con le sue foglie si preparavano cataplasmi per combattere foruncoli, ulcere, piaghe e scorbuto.
    8 è il dipinto del fiammingo Hugo van der Goes – “l’Adorazione dei pastori” (1478-Firenze Galleria degli Uffizi),
    9) i due vasi con fiori di iris e di aquilegia simboleggiano la purezza e la castità.
    10)

    Comment di MATTEO — 25 dicembre 2006 @ 21:38
  4. 8) è il dipinto del fiammingo Hugo van der Goes – “l’Adorazione dei pastori” (1478-Firenze Galleria degli Uffizi), parte centrale del Trittico Portinari

    Comment di MATTEO — 26 dicembre 2006 @ 10:19
  5. 1)Aquilegia atrata Koch (Appartiene al gruppo di Aquilegia vulgaris )
    10) Divinità Venere

    Comment di MATTEO — 26 dicembre 2006 @ 10:34
  6. Correzioni:
    6- aquilegina, glicoside, cianogenetico
    10- Artemide

    Comment di Niccolò — 26 dicembre 2006 @ 16:33
  7. Vi lascio da verificare se si tratta di aquilegia vulgaris o aquilegia atrata, ma soprattutto vorrei farvi notare che l’iconografia cristiana attribuisce a questo fiore significati più specifici e ‘natalizi’ di quelli da voi indicati.
    Ho poi la grossa curiosità di sapere dove avete trovato che il fiore in oggetto è un attributo delle divinità da voi citate.
    Abbiamo ancora tempo prima di dichiarare il vincitore: chi integra? Chi si fa avanti?

    Comment di Amministratore — 26 dicembre 2006 @ 19:58
  8. 10) qui ho trovato l’unico collegamento tra l’aquilegia e venere

    http://members.fortunecity.it/lucasthegreenman/aquilegia.htm
    Ho scritto poi diverse parole per la ricerca senza risultato.

    1)per quanto riguarda il nome del fiore

    http://flora.uniud.it/scheda.php?id=459
    che indica l’atrata come appartenente alla specie vulgaris.
    Se devo scegliere dico che nella foto c’è un aquilegia atrata koch o aquilegia scura.

    Comment di MATTEO — 27 dicembre 2006 @ 14:27
  9. 1)Aquilegia Atrata Koch
    2)Cornetta,Aquilegia scura, Aquilegia nerastra
    3)Ranunculaceae
    4)A partire da maggio fino a giugno
    5)Si chiama così perchè le sue foglie quando piove raccolgono l’acqua
    6)Glucosidi cardioattivi
    7)è stata usata per combattere la scabbia e la tigna,per favorire con i suoi semi,la secrezione urinaria,la tintura alcolica era usata contro le cefalee,le crisi da dispnea e da dismenorrea
    8)Trittico Portinari,Hugo van der Goes
    9)Significa purezza
    10)Era consacrato alla dea Venere

    Comment di Francesco Cavalcante — 27 dicembre 2006 @ 15:13
  10. Difficile trovare le risposte alle domande 9 e 10? Penso proprio di sì.
    In Internet c’è di tutto, ma non tutto.
    Una fornita bibloteca personale o pubblica può venire in aiuto.
    Se non vedrò aggiornamenti, domani proverò a fornire qualche indizio.

    Comment di Amministratore — 28 dicembre 2006 @ 17:36
  11. 9)bontà e pace
    10)Bartl ( si scrive anche Bartul)

    Comment di MATTEO — 29 dicembre 2006 @ 10:40
  12. Considerato che gli interventi laguono da più giorni, penso che non abbiate altre informazioni da aggiungere.

    Dichiaro quindi chiusa (anche se con risposte incomplete)la puntata con l’attribuzione dei seguenti punteggi:
    8 punti a Niccolò per aver per primo indicato le prime otto risposte
    2 punti a Matteo per la costanza nell’aggiornare le informazioni inserite

    Per l’aggiornamento della classifica, andate alla pagina del gioco.

    Se avete la curiosità sulle ultime due risposte, leggetevi il lungo successivo commento.

    Comment di Amministratore — 31 dicembre 2006 @ 14:41
  13. In genere il simbolo è un elemento dell’astrazione e della comunicazione umana e nelle varie religioni spesso segni ed oggetti mettono in particolare evidenza alcuni aspetti importanti.

    Soprattutto nel passato, particolari caratteristiche delle grandi figure cristiane erano messe in luce dai pittori attraverso quelli che vengono definiti i loro attributi.
    Gli artisti poco badavano all’aspetto esteriore o agli abiti del santo che rappresentavano, ma non sbagliavano mai nell’abbinare quegli animali, vegetali, oggetti, persone, simboli che permettevano al popolo di riconoscere nell’immagine che aveva davanti agli occhi un particolare esempio di vita cristiana, senza doversi soffermare a leggere (cosa che spesso non si sapeva fare) il nome indicato ai piedi.

    Vedere un uomo barbuto, dall’aspetto severo, vestito di pelli, ma soprattutto con un agnello in braccio e magari con un vessillo riportante la scritta: “Ecce agnus Dei” ci fa senz’altro pensare a Giovanni Battista, il profeta precursore di Cristo che passò la giovinezza nella penitenza e nell’astinenza, in isolamento nel deserto.

    Come anche vedere un vecchio e barbuto abate, munito di un bastone con campanella, ai piedi del quale spesso compare un porcellino o un demonio dalle fattezze di piccolo drago, ci fa senz’altro correre il pensiero a Antonio Abate, uno dei primi monaci eremiti del deserto e protettore degli animali.

    Avvicinandoci al nostro simbolo è necessario precisare che nell’iconografia cristiana il simbolo di purezza, innocenza e verginità è il giglio bianco, spesso associato a Maria o ad alcuni santi, come Chiara, Caterina da Siena, Luigi Gonzaga o Antonio da Padova.

    Anche se il titolo del pannello centrale è “Adorazione dei pastori”, la figura che domina la composizione è quella di Maria.
    Alla sua destra, un po’ in disparte, vediamo Giuseppe, mentre alla sua estrema sinistra un gruppo di tre pastori.
    Completano i personaggi del dipinto un nutrito numero di angeli.
    Tutte le figure si rivolgono verso il Bambino, nudo e adagiato sul terreno, ammorbidito solo da qualche fuscello di paglia.

    Nella parte bassa e centrale della tavola, proprio in quel corridoio visivo che porta l’attenzione dell’osservatore verso il centro della scena, un gran campionario floreale.
    A fianco di un fascio di spighe adagiato per terra, una piantina di violette blu scuro, un vaso con uno stelo recante due gigli rossi, due iris bianchi e uno viola scuro e infine un bicchiere con un ramo di aquilegia e tre garofani.

    Diversi significati possono essere attribuiti all’aquilegia:
    - nell’antichità presso i Germani era consacrata a Frigga, la madre degli dei
    - compare di frequente nei dipinti del ciclo della nascita di Cristo, dove rappresenta Maria come madre di Dio
    - nel medioevo divenne simbolo di nascita regale e come tale compare spesso nelle rappresentazioni della Natività
    - è a volte attribuita a Maria, come simbolo dei sette doni dello Spirito
    - il suo nome in francese “ancholie” viene avvicinato per assonanza a “melancholie” e ha connotazione funesta di morte e dolore
    - può essere un annuncio inquietante della sofferenza e della morte dolorosa del Salvatore sulla croce
    - può alludere alla tristezza, al tormento e al malessere interiore che Van der Goes viveva

    Nel nostro dipinto mi piace pensare rappresentata da Van der Goes l’aquilegia come attributo di Maria, Madre di Dio, per la centralità della sua figura nella composizione e per il richiamo al colore del suo manto.

    Comment di Amministratore — 31 dicembre 2006 @ 14:43
  14. 1)Aquilegia Atrata Koch.
    2)Aquiòegia Scura,Amor Nascosto e Aquilegia Nerastra.
    3)Ranunculaceae.
    4)Tra Maggio e Luglio.
    5)Alcuni studiosi credono che il nome derivi dal latino Aquilegium(raccoglitore d’acqua),ricorda la forma concava delle foglie della pianta.Altri,invece,credono che derivi da Acquila perchè la forma del fiore è simile a quella degli artigli dei rapaci.
    6)Glucosi cardioattivi che liberano Aquileggina.
    7)è usata per combattere Scabbia e Tigna,favorisce con i suoi semi secrezione urinaria.La tintura alcolica è usata contro le Cefalee,le crisi da Dispnea e da Dismenorrea.
    8)Trittico Portinari.
    Fiammingo Hugo Van Der Goes.
    9)Purezza e Castità.
    10)A Venere

    BY VALE

    Comment di valeria 1a — 8 gennaio 2007 @ 19:53
  15. Il tuo commento, Valeria, scritto alla fine di dicembre è rimasto sino ad ora in attesa di moderazione perchè non avevamo sufficienti notizie sull’utente che lo aveva scritto.
    Ora che la tua scheda è completa (non so se per opera tua o del referente della tua scuola) il tuo commento è reso pubblico.

    Comment di Amministratore — 8 gennaio 2007 @ 20:03

RSS dei commentiTrackBack URI

Lascia un commento

Devi essere registrato e fare il login per inviare un commento.